Writing Flame

Lavoro e vacanza: il tempo del riposo

Scritto da Sandro Cisolla
Riposo in vacanza copywriter freelance

«Finalmente il meritato riposo.» «Ne approfitto per riposare.» «Ho solo bisogno di riposo.» 

Ora che le festività stanno volgendo al termine, posso affermare che mai come quest’anno mi è capitato di sentire simili frasi. 

Avendo maturato un rapporto piuttosto intimo col mondo della parola, sentirne una rimbalzare così spesso nelle orecchie mi ha portato alla naturale necessità di approfondirne il significato. Come sempre, l’etimologia è venuta in mio aiuto. 

Riposare trae origine dal termine greco pauo che significa sì “cessare un’attività faticosa” ma anche, in seconda istanza, “poggiare su qualcuno o qualcosa”, “avere fondamento”.

Una svolta inedita, su cui non avevo mai riflettuto. 

Interpretato in questi termini, l’atto di cercare riposo dovrebbe infatti fondarsi sulla certezza di affidarsi a una base stabile e sicura, senza la quale una volta cessato il ristoro ci si troverebbe schiena a terra e costretti a rialzarsi compiendo il doppio della fatica per riconquistare una posizione stabile. 

Non si tratta, quindi, di schiacciare il tasto off al cervello o chiudere a doppia mandata la porta su tutto ciò che riconosciamo come foriero di fatica. Non è nemmeno azzerare la soglia di attenzione rispetto al nostro modo di condurre le giornate. 

Forse, un tempo prolungato lontano dal lavoro potrebbe essere impiegato per saggiare la solidità del giaciglio su cui scegliamo, di tanto in tanto, di stenderci. Metterne alla prova la resistenza, ad esempio, come quando da piccoli saltavamo sul letto. Quel giaciglio, se ben ci pensiamo, altro non è se non la totalità della nostra persona , inclusa la vita con cui abbiamo scelto di vestirla. È infatti solo in noi stessi e in ciò che abbiamo costruito che troveremo davvero riposo. 

Credo quindi possa essere utile, durante un periodo di vacanza, dedicarci a una positiva attività di valutazione e rinforzamento della persona nella sua interezza: stendere un piano per il prossimo futuro, rilevare possibili errori commessi lungo l’anno appena concluso, riscontrare la presenza di eventuali lacune personali e professionali e adoperarsi per colmarle. In questo modo infonderemo maggiore fiducia in noi stessi, costruendo al contempo uno spazio di riposo sempre disponibile e altamente rigenerante. 

Un luogo in cui appoggiarci durante la nostra quotidianità, che anche se frenetica potremmo scoprire non così stressante come credevamo.