Writing Flame

Intelligenza artificiale e chatGPT: scegli chi vuoi essere

Scritto da Sandro Cisolla
ChatGPT e scrittura

“La mente umana non è, come ChatGPT e i suoi simili, una macchina statistica e golosa di centinaia di terabyte di dati per ottenere la risposta più plausibile a una conversazione o la più probabile a una domanda scientifica.

La mente umana è un sistema sorprendentemente efficiente ed elegante che opera con una quantità limitata di informazioni. Non cerca di dedurre correlazioni brutali dai dati, ma cerca di creare spiegazioni. 

L’ Intelligenza Artificiale chiamiamola per quello che è e fa: un “software di plagio”, perché non crea nulla, ma copia opere esistenti, di artisti esistenti, alterandole abbastanza da sfuggire alle leggi sul diritto d’autore.

Si tratta del più grande furto di proprietà intellettuale mai registrato da quando i coloni europei sono arrivati nelle terre dei nativi americani.”

Noam Chomsky, New York Times, 8 marzo 2023

Credo sia una fortuna che il filosofo e linguista Noam Chomsky, nonostante i suoi 95 anni, sia ancora in vita. In questo modo ha potuto assistere ai recenti cambiamenti che hanno coinvolto il mondo della comunicazione di massa e fare dono a tutti noi delle sue riflessioni.

Le parole riportate poco sopra, come puoi leggere, riguardano la sua opinione rispetto all’Intelligenza Artificiale e, più nello specifico, al mezzo più diffuso che si basa su questa tecnologia: chatGPT.

Nel caso tu non lo sappia – anche se dubito sia così – chatGPT è un nuovo strumento che, basandosi sulle capacità elaborative dell’AI, può fornire risposta a qualsiasi tipo di richiesta. Per semplificare, raccoglie informazioni attingendo dall’infinita mole di dati oggi a disposizione, e le rielabora con una potenza di miliardi di cervelli digitali, per fornire un output in linea con le richieste inserite attraverso i prompt (i comandi che le vengono forniti).

Com’è naturale che sia, queste potenzialità in poco tempo sono state utilizzate anche in ambito professionale, in particolare a supporto di quelle attività che vedono il loro focus nel mondo della comunicazione.

É importante ricordare, tra l’altro, che nella sua più recente versione (a pagamento) chatGPT offre la possibilità agli utenti di “caricare” informazioni esterne (ad esempio link o file in qualsiasi versione), così da attingere informazioni anche da fonti non presenti sul web.

Per fare un esempio, nel caso in cui la necessità sia quella di produrre un documento scritto – ad esempio un bilancio – partendo da una grande mole di numeri, chatGPT può rappresentare lo strumento ideale per produrre il risultato richiesto in pochi secondi. 

Non è raro, così, trovare sempre più professionisti che utilizzano questo tool a supporto del proprio lavoro.

In ambito comunicativo, ad esempio, si stanno diffondendo a macchia d’olio contenuti prodotti attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Articoli di blog, post sui social media e addirittura libri generati attraverso chatGPT sono ormai all’ordine del giorno. 

É principalmente su questa attività, quella che demanda all’intelligenza artificiale l’intera produzione creativa, che si focalizza il contenuto di questo articolo.

La questione va considerata seriamente, e secondo me discussa su diversi piani di analisi.

Innanzitutto dovremmo chiederci se il pensiero di una macchina possa essere superiore a quello umano. Analizzando la questione da un punto di vista utilitaristico, la risposta è indubbiamente sì: con l’utilizzo di chatGPT si possono ottenere risultati completi in molto meno tempo.

In questo caso, però, credo che l’argomento vada analizzato da un punto di vista qualitativo, più che quantitativo. Ritengo, infatti, che ciò che siamo in grado di esprimere attraverso un comando rivolto a una macchina, sia limitato rispetto al risultato prodotto da un nostro silenzioso dialogo interiore che dà vita a quei processi inconsci alla base dell’atto creativo umano

Mi spiego meglio: partendo dall’assunto basilare che le persone esternalizzino meno di quanto in realtà avvenga al loro interno, reputo che un prompt non sarà mai all’altezza del prodotto alchemico derivante da quell’infinità di pensieri consci e inconsci che poi danno vita a un’opera di qualsiasi tipo (penso, nel mio caso, a un contenuto scritto).

Così, deputando una qualsivoglia attività creativa all’intelligenza artificiale, si va incontro a una grande rinuncia: ovvero godere della “scintilla” insita nell’originalità umana ed esprimibile solo attraverso i processi interiori descritti in precedenza.

É proprio da questa scintilla, per altro, che prende vita una fiamma in grado di accenderne molte altre, proprio come si fa con le candele in chiesa.

Esiste poi un altro importante concetto che merita una riflessione: l’evoluzione individuale

Il lavoro, inteso come l’atto di dedicarsi a un’attività che in qualche modo porti a “creare” attraverso la capacità umana di mettere a frutto le proprie potenzialità, garantisce la grande opportunità di crescere

Il tema, in questo caso, è etico, e si basa sull’accettare come positivo quel processo basato sull’apprendimento dilazionato nel tempo e fondato su un sistema di errori e successi in alternanza. Fondamentalmente, stiamo parlando di contrapporre il “tutto e subito” all’umana e graduale stratificazione di nuove conoscenze che vanno a formare individui sempre più completi ed evoluti. 

In un mondo dove la corsa alla ricchezza sta rivelando un modello di vita fallimentare in cui stress, ansia e depressione sembrano essere le prime e più ovvie conseguenze, forse vale la pena riflettere e decidere che tipo di persone si desideri essere davvero.

Per quanto veloce, la corsa dei criceti sulla ruota non produce alcun tipo di spostamento. I panorami migliori si osservano camminando, con fatica magari, ma concedendo ai doni del paesaggio il tempo di depositarsi dentro di noi come semi, e produrre quelle consapevolezze frutto della loro elaborazione interiore. 

Infine, che ne sarà della memoria? Se le nuove forme di apprendimento si fondano sulle rapide risposte di una macchina, che tipo di strada imboccherà lo sviluppo dell’immaginario individuale e collettivo? Quale sarà la sua capacità di trasmissione all’altro? 

In questo scenario, ogni scelta dovrebbe essere attentamente ponderata e preceduta da una riflessione sulla direzione che contribuirà a delineare per noi stessi e per gli altri. Il fatto che possa produrre in noi una sensazione più o meno sorridente, o trasmetterci una certa quantità di sincera soddisfazione personale, potrebbe indicarci quale sia la strada da seguire.

Viviamo in un momento storico in cui tutte le nostre decisioni, anche quelle apparentemente più banali, possono determinare il futuro di ogni singola persona e delle prossime generazioni.

Buona riflessione.